Blitz della Dia, 18 arresti per raccolta illecita di rifiuti: in manette boss e imprenditori

Sono serviti 18 mesi di investigazioni della Dia di Catania, per dare un colpo ai Clan Cappello e Laudani. In totale sono sedici gli arrestati, in manette anche imprenditori e funzionari del Comune di Trecastagni, responsabili dei procedimenti di affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti. L’inchiesta della Dia, denominata Gorgoni, ha fatto luce sulla questione rifiuti. Gli investigatori hanno scoperto irregolarità nello svolgimento dei procedimenti amministrativi, per l’affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti nei comuni di Aci Catena e Misterbianco. Il manager, secondo la Dia, si rapportava in modo paritario agli esponenti più rappresentativi dei clan mafiosi catanesi, appartenenti al clan Cappello e Laudani.

L’indagato pagava al clan una tassa, per avere la protezione da danneggiamenti dei mezzi, mantenendo il monopolio delle sue imprese sul territorio e allargare gli affari con l’aggiudicazione di nuovi appalti. In caso di conflitto per l’aggiudicazione di un appalto, i clan cercavano di mettersi d’accordo per mantenere una ‘pace mafiosa’, al fine di evitare scontri che potessero attirare l’attenzione degli organi investigativi. Ed è cosi che i due clan intavolavano la trattativa per l’aggiudicazione del servizio della raccolta di rifiuti di Acicatena. Tra gli arrestati c’è anche un giornalista, Alfio Salvo Cutuli di 54 anni, cronista di Rei Tv e collaboratore del giornale La Sicilia. L’‘uomo avrebbe fatto da mediatore, tra Rodolfo Briganti, e il Sindaco di Aci Catena, Ascenzio Maesano, al quale faceva pervenire somme di denaro per sostenere la sua futura campagna elettorale.

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