Fu la compagna ad ordire il piano per uccidere Santo Giuffrida: arrestate 4 persone

La testimonianza di un pentito ha riscritto l’epilogo della morte dell’imprenditore Santo Giuffrida che nel dicembre del 2002 fu trovato privo di vita a causa di un apparente malore. Il collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro ha tolto il coperchio su una truce verità che riguarda proprio le cause del decesso dell’uomo, in realtà ucciso da una sostanza velenosa e poi soffocato.

Cavallaro aveva iniziato a raccontare tutti i fatti della vicenda alla fine del 2016. Dopo intercettazioni ambientali e telefoniche ed indagini più approfondite, è stato accertato che la testimonianza di Cavallaro corrispondeva al vero. Cosi, i militari del comando provinciale hanno provveduto ad arrestare oggi le persone che avevano ordito il piano diabolico per fare fuori l’imprenditore catanese.

Si tratta di Barbara Bergamo di 43 anni (mandante dell’omicidio e compagna di Giuffrida), Giuseppe Francesco Indorato di 49 anni, Antonio Zuccarello di 51 anni (originario di Santa Maria di Licodia) e Alfio Maugeri di 44 anni di Misterbianco. Per i tre uomini sono scattate le manette mentre la donna è stata relegata ai domiciliari poiché madre di tre figli di età inferiore ai 6 anni.

Per due volte, secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni del pentito, Barbara Bergamo avrebbe provato a liberarsi del compagno. Dapprima cercò l’intercessione delle stesso Cavallaro, in seguito alla quale, Giuffrida venne aggredito da Indorato nel garage di casa, rimanendo gravemente ferito ma riuscendo a cavarsela. Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, Cavallaro venne avvelenato e soffocato in casa propria da Maugeri e Zuccarello, grazie alla complicità della donna. Per il servizio ricevuto, Barbara Bergamo pagò 20 mila euro contanti (oltre ad una Bmw) a Cavallaro.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*