Il catanese Massimo Arcidiacono tra i 19 tedofori italiani: ‘Un’emozione esclusiva’

Il giornalista nato a Catania, adesso capo della redazione Altri Mondi per la Gazzetta, ci racconta di come sia arrivato a sfilare in Corea del Sud con la Fiamma Olimpica rivelando il clima che si respira in quella che resta la kermesse sportiva più importante del mondo. Massimo Arcidiacono, con il suo racconto, ci riporta ai momenti vissuti prima, durante e dopo i 200 metri percorsi da tedoforo nella città sudcoreana di Yongin.

‘Sono partito dall’Italia prendendo l’impegno in maniera rilassata, ma, una volta arrivato in Corea, mi sono sentito preso dalla grande responsabilità. Lì ci sono dei briefing dove ti spiegano in tutto e per tutto cosa devi fare, specificando anche le cose più banali come ad esempio, quella di evitare di mettere la torcia all’ingiù. Loro vogliono che i tedofori ballino, parlino, persino giochino con la torcia, come fossero due spade laser. Durante il percorso, ho fatto di tutto, ho cantato, ballato, salutato la mia famiglia e l’Italia pronunciando anche le parole saranghaeyo Korea (Corea, ti amo)’.

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