Indagati 17 medici del Garibaldi Nesima per la morte della piccola Cloe

La magistratura inquirente catanese, sta indagando sulla morte piccola Cloe per accertare se vi furono imperizia e negligenza da parte dei medici dell’Ospedale Garibaldi Nesima di Catania. Per questo motivo, 17 medici sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo.

L’inchiesta è scaturita dalla denuncia della famiglia della povera bambina di 10 mesi, rimasta in coma per quattro mesi prima che sopraggiungesse la morte. Secondo la tesi avanzata dall’avvocato dell’accusa, Giuseppe Incardona, fatali sarebbero stati i ritardi con cui sarebbe stato gestito il caso e soprattutto troppo dilatati i tempi per l’intervento. Se la calendarizzazione fosse stata anticipata, la piccola si sarebbe potuta salvare.

Cloe è stata ricoverata per una ‘invaginazione’ che sarebbe stata curata correttamente con adeguata terapia farmacologica. La negligenza del personale medico risiederebbe nell’aver sottovalutato la gravità del disturbo intestinale che ha portato poi la bambina al coma e nel fatale ritardo dell’intervento chirurgico. Inizialmente, stando a quanto riferito dall’avvocato Incardona in una intervista a Meridionews, l’intervento si sarebbe dovuto svolgere l’8 marzo ma sarebbe stato poi spostato per dare precedenza ad un altro caso ritenuto più urgente.

‘La bambina doveva essere trasferita in un centro specializzato in Austria o in Belgio’ ha sostenuto il legale. Dopo il ricovero, la bambina è ‘entrata in ipossia restando poi in arresto cardiocircolatorio per un certo lasso di tempo’. Una imperizia che le sarebbe costata la vita. Adesso il corpicino della piccola verrà sottoposto ad indagine autoptica da parte di un collegio di medici nominato dal Gip.

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