La GdF di Catania sequestra i beni immobiliari a Rosario D’Agosta, re dei videopoker

La GdF di Catania, in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Ragusa, ha predisposto il sequestro dell’ingente patrimonio immobiliare appartenente a Rosario D’Agosta, affiliato a Cosa Nostra catanese. I ricchi proventi delle attività illecite dell’imprenditore deriverebbero dal commercio e dall’installazione di macchinette da gioco truccate nella zona di Vittoria.

Un affare di diverse decine di milioni di euro che la mafia catanese è riuscita a riciclare anche grazie a questa attività illecita. Rosario D’Agosta venne condannato nel 2015, in primo grado, a 5 anni di carcere per aver tentato di uccidere Giuseppe Doilo (un affiliato alla Stidda) nel 2009. Nel novembre del 2016, D’Agosta è stato condannato a 6 mesi per avere minacciato un collaboratore di giustizia.

I numerosi sequestri operati dalle forze dell’ordine di macchinette da gioco illegali e i numerosi controlli amministrativi hanno tolto il velo sull’attività illecita portata avanti dal D’Agosta, che nonostante i provvedimenti dell’autorità giudiziaria ha proseguito l’attività intestandola a moglie e figli al fine di aggirare le norme antimafia. Dopo attente analisi e investigazioni finanziarie è stata riscontrata una sproporzione tra i redditi dichiarati dalla famiglia del D’Agosta e il patrimonio immobiliare posseduto. Per questo motivo, è stato disposto il sequestro dei beni che ammonterebbero a circa 30 milioni di euro.

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