La moglie del boss Navarria, incastrata dalle intercettazioni

Avrebbe agito come, filtrando le chiamate e organizzando i summit delle cosche. Per questo motivo, Patrizia Paratore (moglie del boss Carmelo Aldo Navarria) è stata sottoposta agli arresti con l’accusa di concorso esterno alla mafia. Secondo il Gip di Catania, Anna Maggiore, le prove dimostrerebbero ampiamente che la donna agiva come ‘un’appartenente all’associazione mafiosa con la consapevolezza di aderire ai programmi e agli scopi del sodalizio’.

Sono numerose le intercettazioni telefoniche che inchioderebbero la Paratore, alcune delle quali avrebbero smascherato il contenuto dei colloqui telefonici con altri affiliati come i suoi generi Presti Gianluca e Prezzavento Stefano. La donna avrebbe avuto anche un ruolo decisivo per far cambiare idea al marito in merito alla possibilità di collaborare con la giustizia, subito dopo essere stato arrestato nel 2015.

In una conversazione intercettata, la donna avrebbe valutato come una ‘buona notizia’ il ravvedimento del marito in merito al pentimento e che nel caso avesse accettato di collaborare avrebbe ‘abbandonato tutto’ non riconoscendo più la persona per quel che era prima.
Secondo la procura etnea, Patrizia Paratore, avrebbe avuto un ruolo preponderante nella vicenda relativa all’estorsione ai danni dell’azienda di Renato Caponnetto, poi morto assassinato nel 2015.

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