La protesta ‘silenziosa’ degli avvocati di Catania: nel mirino l’esosa Cassa Forense

Hanno scelto di protestare in silenzio per 10 minuti gli avvocati di Catania che si sono radunati oggi sulle
scale del palazzo di giustizia. Sul banco degli imputati, i costi spropositati che sono costretti a sostenere coloro che esercitano l’attività professionale per la Cassa Forense.

Nel mirino della protesta degli avvocati è finita anche la gestione stessa della Cassa e il sistema di aggiornamento professionale che si basa sui crediti formativi. Gli avvocati contestano gli alti stipendi dei dirigenti della Cassa Forense, cifre ritenute assolutamente indecorose e che vengono pagate con i sacrifici di chi esercita la professione.

A Meridionews, l’avvocato Goffredo D’Antona, ha chiarito nel dettaglio quali sono le ragioni del disagio della categoria in merito ai corsi di aggiornamento obbligatori: ‘Protestiamo contro il sistema di aggiornamento professionale basato sui crediti formativi. I corsi deontologici sono a pagamento e spesso gli incontri non sono altro che momenti di propaganda elettorale di alcuni avvocati’.

Una manifestazione di protesta che rimarca il disagio soprattutto dei giovani avvocati che dopo l’esame di abilitazione sono costretti a doversi iscrivere alla Cassa Forense, sostenendo costi stratosferici nonostante non abbiano ancora avuto modo di esercitare attivamente la professione. Il versamento annuale ha una base di 3.800 euro. Una cifra rilevante che consentirebbe, secondo proiezioni effettuate dall’istituto previdenziale, di poter ottenere una misera pensione da 370 euro al mese dopo 35 anni di contribuzione.

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