La scuola sicura è quella inclusiva, no al Daspo scolastico!

piazza università

Il Ministero dell’Interno ha appena dato il via al progetto “scuole sicure”: 2,5 milioni di euro per intensificare la presenza di agenti di polizia e installare telecamere nelle scuole di varie città tra cui Catania al fine di contrastare lo spaccio di droga negli istituti, incoraggiando all’utilizzo del DASPO urbano, cioè a impedire di avvicinarsi alle scuole a coloro i quali sono stati colti nell’attività di spaccio.

Oggi 13 ragazzi sono stati scoperti dalla polizia a fumare delle sigarette dei locali scolastici e saranno soggetti ad una sospensione da 3 a 5 giorni, con l’impiego in lavori socialmente utili all’interno della scuola (collaborazione nell’assistenza dei compagni disabili, pulizie locali interni ed esterni ad esclusione di bagni ed altri luoghi insalubri). Ovviamente nelle ore pomeridiane.

E’ assurdo che vengano utilizzati la polizia, il controllo degli studenti e l’esclusione come se fossero degli strumenti educativi, come se potessero essere utili a dare “sicurezza” agli studenti. Non si può privare la scuola del suo ruolo educativo ed intrinsecamente pedagogico che poco ha a che vedere con bigottismo, censure e repressione: è impensabile che “educare” gli studenti significhi espellerli dalle scuole.

Per noi studenti e studentesse le “scuole sicure” sono quelle in cui muri, tetti e finestre non crollano, in cui non rischiamo la vita entrando, ma anche quelle in cui non siamo costantemente spiati, controllati, perquisiti e schedati. La scuola deve essere un ambiente aperto nel quale sentirsi liberi: non può essere un luogo di oppressione nel quale sentirsi minacciati, nel quale viene criminalizzato l’utilizzo di ogni droga. Al contrario, la scuola è un luogo di dibattito libero ed informato sulle droghe, nel quale gli studenti possano confrontarsi senza paure e pregiudizi superficiali. Ma soprattutto le “scuole sicure” sono quelle in cui ognuno nessuno viene escluso, nessuno viene cacciato, ma al contrario a ognuno vengono dati gli strumenti per costruire un futuro all’altezza dei suoi sogni.

L’utilizzo del DASPO è da sempre un modo per distruggere la vitalità dei luoghi pubblici, escludendo quei soggetti che sfuggono alla regolamentazione poliziesca, eliminando ogni tipo di socialità non utile all’arricchimento dei soliti pochi padroni. Partendo dalle curve, dove da anni ormai si esclude chi si ribella a stadi morti e silenziosi e passando per le città, dove viene cacciato chiunque non rientra nel “decoro” dei centri turistici.

In Sicilia il tasso di dispersione scolastica è il più alto in Italia, non possiamo pensare di risolvere i problemi cacciando con i DASPO ancora altri studenti, impedendo loro di crearsi un futuro ed emanciparsi, condannandoli alla precarietà. Questo strumento verrà poi utilizzato maggiormente nei confronti di studenti provenienti da contesti di di difficoltà economico-sociale, che una volta esclusi definitivamente dai percorsi scolastici saranno a completa disposizione della criminalità organizzata andando a far crescere ancora di più le mafie.

I comuni e le scuole non devono fare il gioco del Ministro Salvini, non devono chiedere l’accesso a tali fondi, che potrebbero essere impiegati per scuole veramente sicure ed accessibili economicamente.

Il 12 Ottobre ci mobiliteremo in tutta Italia per scuole aperte a tutti e tutte, libere da DASPO e polizia: il futuro è ora!

Unione Degli Studenti Catania

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