La torre F2 del Cannizzaro senza aria condizionata: disagi per pazienti e personale medico

L’impianto di condizionamento ormai obsoleto e malfunzionante dell’Ospedale Cannizzaro sta complicando sempre di più la degenza dei pazienti ricoverati, soprattutto in questi giorni in cui l’anticiclone africano sta sferzando la provincia di Catania, ormai da una settimana abbondante. Nel plesso F2 della struttura ospedaliera, una delle più importanti dell’hinterland catanese, le temperature roventi hanno raggiunto limiti insopportabili a tal punto che i pazienti sono dovuti ricorrere ai ventilatori gentilmente elargiti da parenti ed amici per trovare sollievo.

Non meno facile la situazione per il personale ospedaliero, costretto a dover lavorare in condizioni di disagio assoluto, grondanti di sudore e incapaci di poter operare con la dovuta concentrazione, quantomai necessaria, per chi esercita una professione delicata come quella dei medici e del personale infermieristico. L’azienda ospedaliera, dalle colonne di Meridionews, ha fatto sapere che ‘un primo intervento d’emergenza è stato effettuato nelle scorse settimane ma con il caldo la situazione è peggiorata’. La situazione più complicata è quella relativa ai degenti che sono ricoverati all’ultimo piano del plesso F2, più esposto alle temperature torride di ‘Lucifero’.

Il rischio è che la gara d’appalto per il nuovo impianto di condizionamento si perfezioni solo quando ormai Lucifero sarà un lontanissimo ricordo e l’autunno sia ormai alle porte. Ma la situazione di grave disagio per il malfunzionamento non riguarda solo il Cannizzaro. Anche l’Unità di Anatomia patologica del Policlinico di Via Santa Sofia ha lamentato più volte il malfunzionamento degli impianti di condizionamento.

Tra svenimenti e disagi, il personale non è stato messo in condizione di operare con la dovuta concentrazione, costretto a dover ripetere più volte i test. E che dire del tribunale di Via Crispi dove avvocati e magistrati hanno lamentato l’assenza di impianti di condizionamento funzionanti. Tutte situazioni che rivelano una scarsa attenzione da parte di chi gestisce il ‘servizio pubblico’ verso utenti e professionisti.

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