Licata, Sorpresi a rubare e danneggiare in una scuola

denunciato bracconiere
I Carabinieri hanno dato subito una risposta all’ondata di piccoli furti commessi in questi giorni di lockdown a Licata. Diverse erano state le segnalazioni, che hanno subito indotto i Carabinieri a effettuare mirati servizi contro i reati predatori. I risultati delle numerose pattuglie messe in campo non si sono fatti attendere. Due ladri sono stati infatti bloccati dai Carabinieri che gli sono saltati addosso mentre smontavano ed asportavano infissi da una scuola.

Nel primo pomeriggio di ieri, a Licata, la Centrale Operativa ha ricevuto una segnalazione anonima relativa a movimenti sospetti in Contrada Piano Bugiadas, per un furto in atto all’interno di un Liceo Psicopedagogico. Le pattuglie in servizio in quel momento si sono precipitate verso la scuola, con l’intento di sorprendere i ladri prima della fuga. Alle “gazzelle” dell’Arma sono bastati pochi minuti per arrivare sul posto: dopo aver controllato l’esterno dell’edificio scolastico, i militari hanno deciso di fare irruzione alla ricerca dei sospettati. Nel corso di accurata ispezione delle aule, all’improvviso sono stati sorpresi due uomini, un licatese 26enne ed un marocchino 42enne, intenti a smontare gli infissi dell’istituto, accatastarli nel giardino esterno, per poi portarli via tutti insieme al termine del “colpo”.

Una vera e propria catena di montaggio, insomma, messa in atto dai due ladri per procurarsi quanta più refurtiva possibile. I militari non hanno avuto esitazioni e sono intervenuti per interrompere la devastazione e per bloccare a terra i due ladri, che sono stati subito ammanettati. Nel frattempo, sul posto, sono arrivati anche i tecnici del Comune di Licata che, constatato il danneggiamento dell’istituto ed il tentato furto degli infissi, hanno ricevuto indietro dai Carabinieri la refurtiva, nella speranza di poter riparare i danni. I due uomini autori del furto sono stati invece portati in caserma. Informata l’Autorità Giudiziaria, sono stati poi portati nelle proprie abitazioni, dove rimarranno agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Fonte: Comando Provinciale di Agrigento 

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