Maxi sequestro di beni all’imprenditore Giuseppe Guglielmino vicino al clan Cappello

Un sequestro effettuato dalla Polizia di Stato ha posto fine all’impero di Giuseppe Guglielmino, imprenditore che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti, al quale la giustizia ha confiscato beni per 12 milioni di euro. L’imprenditore avrebbe ottenuto molti favori dalla ‘ndrangheta grazie al credito che si era guadagnato presso i boss. Il provvedimento porta la firma del tribunale misure di prevenzione ed ha tenuto impegnati la divisione anticrimine della polizia di Catania e la squadra mobile.

Giuseppe Guglielmino, 43enne, secondo l’accusa sarebbe vicino al clan Cappello-Bonaccorsi di Catania. Il provvedimento di sequestro è solo il risultato di un lungo lavoro di investigazione che ha portato a smascherare gli illeciti arricchimenti delle cosche mafiose attraverso il complesso sistema dello smaltimento dei rifiuti.
In passato era già emerso l’interesse del clan Cappello proprio nel settore dei rifiuti. L’operazione Penelope portò al sequestro di diverse aziende intestate proprio a Giuseppe Guglielmino, sottoposto a misure detentive nella retata che portò all’arresto di esponenti di spicco della cosca catanese.
L’autorità giudiziaria ha provveduto al sequestro di sei imprese operanti nel settore dei rifiuti, oltre ad un parco auto, conti correnti e beni immobili.

Tra le aziende sequestrate la Geo Ambiente srl, l’impresa individuale Consulting Business di Giuseppe Guglielmino, la Clean Up srl, la Eco Logistica srl, la Eco Business srl e la Work Uniform srl. Sequestrati fabbricati a Catania, Bronte e Fiumefreddo di Sicilia, oltre a 11 automobili di elevatissimo valore.

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