Pedara, omicidio pensionato: i due figliastri confessano l’assassinio

Ad uccidere il pensionato di Pedara sono stati due minorenni che hanno confessato ogni addebito nel corso di un interrogatorio reso alle forze dell’Ordine. L’omicidio sarebbe scaturito da una lite furente, l’ennesima, tra la vittima e il figliastro. I due giovani di 15 e 16 anni che insieme avrebbero ucciso l’uomo per poi avvolgere il corpo all’interno di un sacco e nasconderlo dentro un tombino, sono stati condotti presso il centro di prima accoglienza di Catania, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

L’accusa per entrambi è di omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi. Secondo quanto emerso dalle indagini, nella serata di lunedi il figliastro, al culmine di una lite, avrebbe fatto partire un colpo di fucile alla testa del patrigno, uccidendolo sul colpo. Poi, dopo aver coperto il corpo con una coperta, si è fatto aiutare dall’amico per gettare il corpo nella vasca fognaria sita nel giardino della casa dove l’uomo viveva.

La polizia scientifica ha rivenuto all’interno della villa gli abiti usati da uno dei minori per il compimento dell’efferato omicidio, ancora sporchi di sangue oltre al fucile calibro 12 utilizzato dall’omicida per freddare il padre. I gravi indizi di colpevolezza sono emersi attraverso le testimonianze dei vicini che hanno rivelato il rapporto conflittuale tra la vittima e i due figliastri, facendo concentrare i sospetti proprio sui due minori.

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