Scandalo Istituto Bellini: il ruolo chiave della famiglia Marco e i bonifici ‘pazzi’

Gli inquirenti stanno ricostruendo, ora dopo ora, tutti i contorni della operazione ‘The Band‘ che ha portato all’arresto di 23 tra funzionari e dipendenti dell’Istituto Bellini di Catania. Una quantità enorme di soldi affluiti nelle casse della famiglia della consigliera Erika Marco, evidenziata dalla voluminosa documentazione acquisita. In manette sono finiti i coniugi Fabio Marco e Giuseppa Agata Carruba. Il marito imprenditore, mentre la moglie svolgeva il ruolo di dipendente dell’istituto musicale.

Due pedine chiave del gioco finanziario che avrebbe fruttato ingenti guadagni ai soggetti coinvolti nell’inchiesta. Fondamentale anche il ruolo svolto dall’azienda che fa capo alla famiglia Marco: la Icomit srl. L’azienda operante nel rame edile ha come legale rappresentante il fratello di Fabio, Francesco, e per socia unica Roberta, la figlia dei coniugi. Secondo gli inquirenti, Fabio Marco sarebbe stato il vero amministratore della società anche se ufficialmente non avrebbe ricoperto alcuna carica.

Secondo quanto emerso dalle indagini delle Fiamme Gialle, i coniugi si sarebbero ‘avvalsi di amici intimi, soggetti e imprese compiacenti per occultare le distrazioni di denaro, operate ai danni dell’ente’. Attraverso una sorta di gioco delle ‘tre carte’ fatto mediante passaggi tortuosi, i soldi sarebbero usciti dalle casse dell’ente per poi finire nelle tasche della famiglia Marco. Si tratta di circa 4 milioni di euro che avrebbero fatto il giro, tramite bonifici bancari, in diverse aziende ramificate tra Sicilia, Campania e Lazio con una percentuale che veniva corrisposta a titolo di commissione al riciclatore di turno.

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