Scandalo Pubbliservizi: smantellato il cerchio magico di Adolfo Messina

E’ ancora un costosissimo Rolex, il vaso di Pandora che ha scoperchiato l’ennesimo episodio di corruzione nel quale politica e imprenditoria si intrecciano in modo vorticoso. Come già accadde per la vicenda dell’armatore Morace che coinvolse l’ex candidato a sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, anche in questa vicenda di corruzione che ha travolto la partecipata Pubbliservizi di Catania, la pistola fumante è un prezioso orologio da 23 mila euro come prova provata di uno scambio di favori per pilotare appalti.

In carcere è finito Adolfo Messina ex presidente e plenipotenziario di Pubbliservizi che il 7 ottobre del 2016, nel giorno della sua festa di compleanno ricevette proprio il prezioso Rolex dall’imprenditore di Trecastagni, Alfio Giuffrida. Un dono prezioso a suggello di una fattiva collaborazione associativa tra l’impresa di Giuffrida e i vertici di Pubbliservizi volta a fare incetta di ricchi appalti.

In manette è finito anche Alfio Massimo Trombetta, un altro esponente di spicco del cerchio magico di Messina, consulente a titolo gratuito della Pubbliservizi. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Giuffrida (amministratore della Ma.Gi. Srl), Raffaello Giovanni Pedi (responsabile della manutenzione edilizia di Pubbliservizi), Rosario Simone Reitano e Santo Nicotra, entrambi amministratori di ditte di impianti elettrici (la Renergy e la Light and Power).

Nell’inchiesta è stato coinvolto anche Salvatore Branchina (58 anni) direttore tecnico della Pubbliservizi per il quale la procura di Catania non ha disposto misure cautelari per la ‘preziosa e fattiva collaborazione’ come ha avuto modo di spiegare il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro nella conferenza stampa. Nel mirino della giustizia sono finiti diversi appalti relativi alla manutenzione di scuole e di strade, affidati in violazione delle normative vigenti per la gestione dei pubblici incanti. Il sistema associativo finalizzato alla corruzione è stato smascherato dagli inquirenti, grazie ad intercettazioni, controlli bancari incrociati, perquisizioni e analisi di documenti probanti.

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