Studio delle eruzioni: dalle fessure è possibile trarre nuove segnali spia

Uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters dell’American Geophysical Union è stato condotto per valutare la comprensione della meccanica dei dicchi al fine di valutare l’energia rilasciata dalla propagazione delle fessure eruttive poste in relazione con i numerosi eventi che hanno portato all’emissione di lava nelle aree vulcaniche.

La ricerca è stata condotta da un team di studiosi dell‘Ingv di Catania in collaborazione con il GeoForschungsZentrum di Postdam in Germania e con l’Earthquake Research Center dell’Università di Tokyo. Il dirigente di ricerca, Alessandro Bonaccorso, ha commentato i risultati di tale ricerca: ‘Il magma – ha spiega Alessandro Bonaccorso – è trasportato nella crosta tramite intrusioni, anche note come dicchi, che nella loro risalita fendono le rocce incassanti sino a raggiungere la superficie terrestre, per dare vita alle eruzioni. La propagazione dei dicchi provoca non solo deformazioni, ma anche notevole rilascio sismico, entrambi misurabili con le reti geofisiche di monitoraggio permanente’.

Lo studio ha dimostrato che, più i dicchi si propagano lateralmente, più alto è il rischio che l’intrusione di lava possa colpire i centri abitati. ‘Nel 1669 – ha proseguito Bonaccorso – quando Catania è stata parzialmente distrutta da una drammatica eruzione che ha visto l’intrusione eruttiva allungarsi radialmente sul fianco del vulcano per circa 16 km. Questa si è propagata partendo dall’area sommitale sino a circa quota 800 metri in prossimità di Nicolosi da cui è uscito il flusso lavico che, da questa bassa quota, ha distrutto numerosi villaggi e ha raggiunto Catania danneggiandola. La comprensione della meccanica dei dicchi è un argomento chiave per prevedere sia la propagazione sia il pericolo associato. Da qui la necessità di ottenere uno strumento di controllo sull’energia rilasciata dall’intrusione al fine di valutare il suo stato di propagazione. Questo consentirebbe di rispondere a una delle domande cruciali che si pone la comunità scientifica nelle prime fasi iniziali di un’eruzione: per quanta lunghezza si propagherà la fessura eruttiva?’. L’intervista di Bonaccorso è stata pubblicata sul sito dell’Ansa.

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