Stupro a Misterbianco: l’auto del branco era stata fermata in un posto di blocco

La Catania restìa al rispetto della legge e delle più comuni regole della convivenza civile, continua a far sentire la propria ‘voce’ riempendo le pagine di cronaca con risse, aggressioni, stupri e devastazione del territorio. Un allarme rosso più volte lanciato alle istituzioni dalla cosiddetta società civile che non ne può più di rimanere spettatrice di cotanto scempio.

La notizia dello stupro della giovane ragazza, violentata da un branco di balordi nella notte di sabato e abbandonata sul ciglio di una stradina di Misterbianco, è solo la punta di un iceberg che sembra ingigantirsi di giorno in giorno. Emergono nuovi particolari raccapriccianti sull’aggressione alla giovane donna di 25 anni, colpevole solo di avere scelto l’individuo sbagliato per farsi dare un passaggio per tornarsene a casa.

Si è scoperto che l’auto, sulla quale viaggiavano i tre uomini del branco e la povera donn, era stata fermata poco prima per un controllo su strada da parte delle forze dell’Ordine, ovviamente ignari di ciò che sarebbe accaduto da li a poco.
La Procura di Catania ha disposto il sequestro dei cellulari dei tre indagati, per accertare la cronologia e il contenuto delle telefonate effettuate poco prima e dopo la violenza sessuale. La ragazza aveva accettato di farsi accompagnare a casa da un conoscente del quale si era fidata, ignara del fatto che avrebbe trovato a bordo della vettura altri due malintenzionati, che avrebbero poi partecipato attivamente alla violenza.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Fabio Regolo.

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