Truffe alle assicurazioni, 64 indagati: coinvolto studio di infortunistica di Via Plebiscito

Sono durate più di 12 mesi le indagini che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 64 persone facenti parte, secondo l’accusa, di una associazione a delinquere finalizzata a truffare alcune società assicuratrici mediante falsi sinistri stradali e precostituzione degli elementi di prova, oltre al compimento di vari reati contro l’amministrazione della giustizia come false testimonianze e corruzione in atti giudiziari.

L’organizzazione criminale, secondo gli inquirenti, avrebbe guadagnato oltre un milione di euro in un solo anno, attraverso l’organizzazione di falsi sinistri stradali. Le indagini sono state avviate dopo le aggressioni al personale sanitario del pronto soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele e dalla presenza negli stessi locali di personale impegnato a ‘reclutare’ pazienti in attesa. A dirigere le operazioni sarebbe stato uno studio di infortunistica stradale sito in Via Plebiscito, che avrebbe riscosso gli indennizzi per i falsi incidenti stradali studiati a ‘tavolino’.

Il capo dell’associazione criminale sarebbe Giovanni Pantellaro, oltre a lui le manette sono scattate anche per Angelo Ragusa, Gaetano Pantellaro e Giuseppe Alì che avrebbero esercitato la funzione di coordinatori delle maxi truffe.
A destare i sospetti delle forze dell’Ordine è stata la presenza di persone strategicamente collocate di fronte all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele per reclutare soggetti, i cui infortuni potevano essere compatibili con i sinistri da ‘inscenare’.

E’ emersa la frequente incongruenza fra ciò che i feriti dichiaravano in sede di registrazione, addebitando l’infortunio a ragioni di natura accidentale, ma in sede di referto medico cambiavano la dicitura, impuntando l’infortunio ad un incidente stradale. Spesso il personale sanitario veniva aggredito proprio per il rifiuto a cambiare la dicitura. Poi iniziava l’attività di procacciamento di falsi testimoni per rendere il tutto più credibile. In questa attività sono stati coinvolti Alessandro Fichera, Carmelo Moncada e Orazio Sapuppo. Sono stati contestati ben 17 episodi di truffa.

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