Un anno dalla morte di Carmelo Platania al Mama Sea: i parenti non si rassegnano

‘Il processo è appena iniziato, lo Stato faccia giustizia’. Con questo grido dove rabbia e dolore si fondono, i parenti del giovane Carmelo Platania rinnovano l’appello affinchè venga data giustizia a quel barbaro assassinio compiuto in quella terribile serata del 7 luglio dello scorso anno.

Carmelo, appena 34enne padre di due bambini di 7 e un anno, venne arrotato da Francesco Guardo nei pressi della discoteca Mama Sea al termine di una violenta lite. Poi la lenta agonia dell’uomo che ha subito per tre volte l’arresto cardiaco prima di spirare definitivamente. ‘Dopo la morte di mio marito sono finita dallo psicologo – racconta la giovane moglie Angela al quotidiano ‘La Sicilia’. ‘Ho letto alcuni atti del proccesso – ha confidato la vedova al quotidiano etneo – so che era in discoteca (il riferimento è all’omicida ndr) dopo il battibecco. Non aveva fiatato fino a quando non è stato buttato fuori dal Mama Sea. In strada, però, con mio marito insieme, non ha esitato a fare quello che ha fatto: lo ha travolto con la propria auto, lo ha trascinato per 500 metri e poi è andato a tagliarsi i capelli e a bruciare l’auto sulla quale viaggiava. Per me era in compagnia di qualcuno che lo ha aiutato, ma in questo momento importa poco’.

La famiglia non ha mai ricevuto gesti di pentimento da parte dell’omicida e della sua famiglia, lamenta Angela. ‘Ci saremmo aspettati delle scuse e invece niente di tutto questo, ma che gente è questa’ ?

La famiglia Platania attende adesso che la giustizia faccia il suo corso per trovare almeno un minimo di pace interiore, quella che in questi lunghi mesi non è ancora riuscita a trovare. ‘Fosse stata una morte per malattia – confessa la vedova – ci saremmo rassegnati, ma un uomo non può essere ucciso cosi. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e chi deve pagare, paghi’.

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