Zuccaro si difende dalle accuse delle Ong: ‘Il nostro obiettivo è il business dei migranti’

Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, è finito nel mirino delle critiche da parte di politici, stampa nazionale e sostenitori delle Ong, per il suo accostamento di alcune Ong al business del traffico di migranti nel nostro paese. Nel corso di un suo intervento in commissione antimafia, Zuccaro, ha ribadito che l’obiettivo delle sue indagini non sono le Ong e le loro attività umanitarie, ma l’esigenza di sgominare il business del traffico di vite umane che si sta consumando sulla pelle di persone in cerca di una vita più dignitosa.

Da tempo, il procuratore di Catania, caldeggia l’ipotesi della obbligatorietà della presenza della polizia nelle navi delle Ong al fine di rendere maggiormente trasparenti le loro operazioni di salvataggio. Zuccaro, in commissione antimafia, ha fatto riferimento esplicito a quanto avvenuto sabato scorso nel porto di Catania, con lo sbarco di 394 migranti e del corpo senza vita di un giovane ragazzo ucciso da uno scafista per motivi veniali: “Se – ha dichiarato Zuccaro – sulla nave della Ong che ha fatto l’intervento vi fossero state unità della nostra polizia giudiziaria avremmo già preso i trafficanti e li avremmo già nelle nostre galere“.

In una intervista rilasciata a Live Sicilia, il procuratore catanese ha ribadito che al momento non esiste una indagine penale sui finanziamenti alle Ong: ‘Noi – ha dichiarato Zuccaro a Live Sicilia – cerchiamo di capire chi finanzia alcune di queste Ong. Alcune sono fuori discussione, hanno dei finanziamenti tracciabili storicamente. Medici senza frontiere e Save the children, per esempio, operano per scopi sicuramente umanitari, ma tutte quelle che sono nate da poco, con lo scopo di svolgere questa attività, hanno dei finanziatori che non rispondono ad esigenze di filantropia e quindi non sembrano proprio dei benefattori internazionali’.

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